
Nella notte ancora una volta sei venuto a trovarmi.
Ti ho visto, ti ho sentito.
La mani scivolavano
lente
inarcando la schiena
verso te mi avvicinavo.
poi
Il cuore, un tuffo
e un nodo stretto in gola.
Veloci le dita
asciugavano gli occhi,
coprivano il viso
strangolavano lamenti
per nascondere alla notte
invisibili torture.
"Ma a che pensa egli? Qual è la sua tortura? Io non so che darei, in questo momento, per poterlo vedere, per poter stare fino all'alba a guardarlo, anche a traverso i vetri,nell'umidità della notte, tremando come tremo. I pensieri più folli mi balenano dentro e mi abbagliano, rapidi, confusi; ho come un principio di cattiva ebbrezza; provo come un'istigazione sorda a fare qualche cosa d'audace e d'irreparabile; sento come il fascino della perdizione. Mi toglierei, sento, dal cuore questo peso enorme, mi toglierei dalla gola questo nodo che mi soffoca, se ora, nella notte, nel silenzio, con tutte le forze dell'anima io mi mettessi a gridare che l'amo, che l'amo, che l'amo."







