...What I cannot say...

domenica 30 settembre 2007

Attesa impaziente


Nella notte ancora una volta sei venuto a trovarmi.


Ti ho visto, ti ho sentito.

La mani scivolavano

lente

inarcando la schiena

verso te mi avvicinavo.


poi


Il cuore, un tuffo

e un nodo stretto in gola.


Veloci le dita

asciugavano gli occhi,

coprivano il viso

strangolavano lamenti

per nascondere alla notte

invisibili torture.




"Ma a che pensa egli? Qual è la sua tortura? Io non so che darei, in questo momento, per poterlo vedere, per poter stare fino all'alba a guardarlo, anche a traverso i vetri,nell'umidità della notte, tremando come tremo. I pensieri più folli mi balenano dentro e mi abbagliano, rapidi, confusi; ho come un principio di cattiva ebbrezza; provo come un'istigazione sorda a fare qualche cosa d'audace e d'irreparabile; sento come il fascino della perdizione. Mi toglierei, sento, dal cuore questo peso enorme, mi toglierei dalla gola questo nodo che mi soffoca, se ora, nella notte, nel silenzio, con tutte le forze dell'anima io mi mettessi a gridare che l'amo, che l'amo, che l'amo."

venerdì 28 settembre 2007

Ceneri bianche

Diario di bordo
28 settembre 2007, Benares

Ho respirato la Morte, oggi. Lassù.


Sulla torretta gremita di anime vacue le rondini vorticavano leste nelle spirali nere di fumo.


L'odore di quel fumo!


E poi, sulla riva, legna. Legna legna legna. A perdita d'occhio.


Nelle pire i corpi tornavano ad esser polvere, liberando finalmente l'Impalpabile.


"Non si può piangere, davanti ai fuochi. O le loro anime non riusciranno ad arrivare a Dio."


Ho chiuso gli occhi. Forse il fumo, forse altro, stava risvegliando lacrime vietate troppo traditrici.


In quell'attimo la Vita si è manifestata troppo violentemente per poterne sopportare la vista.


L'universale Verità non era alla mia portata: la Morte mi fa ancora troppa paura.


In ogni respiro, stralci di vita non mia.


lunedì 24 settembre 2007

...scacco matto?



Parto, voltandomi indietro.




Ora che di tempo non ce n'è più, i rimpianti mi sommergono odiosi.


Potevano forse, quelle mille briciole di Noi, essere migliori?


Più dolci?


Più belle?


Adesso che l'Agire si è concluso, il Ricordo ne prende il posto.


Resisterà alla corsa lenta del tempo?




Parto, voltandomi indietro.


La partita s'è interrotta, la scacchiera è silente.




lunedì 17 settembre 2007

Le donne dovrebbero essere più troie



Ossissì!!!


Lo dico e lo ripeto: le donne d'oggi non lo sono abbastanza!! Dovrebbero impegnarsi di più e prodigarsi in piacevoli passatempi molto più spesso, con più frequenza e con più uomini.


Perchè se ogni uomo incontrasse più donne troie, non avrebbe tempo da perdere in inutili occupazioni.


Perchè se ogni uomo incontrasse più donne dai facili costumi, non avvertirebbe più il bisogno di sfogare la propria aggressività su terzi.


Perchè se ogni uomo avesse a disposizione una suddetta donna ad ogni ora del giorno, non avrebbe nemmeno più la forza per elaborare alcun pensiero con meri fini egoistici.


Perchè se ogni uomo potesse usufruire di una donna troia da mane a sera, difficilmente riuscirebbe a trovar il tempo (e la voglia) per danneggiare gli altri e l'ambiente circostante.


Perchè se ogni uomo avesse la certezza di poter trovare una donna disponibile, invece di schiacciare granchi, spellare foche, bombardare villaggi, ammazzare propri simili andrebbe in giro a baccagliare qualche bella pulzella.


Perchè se ogni uomo potesse sfogare le proprie frustrazioni,il nervoso, l'odio e gli ormoni ogni santo giorno, allora sarebbe di certo più soddisfatto. E più buono. E forse anche meno inutile.




Donne, questo appello è rivolto a Voi:


siate troie


e salverete il Mondo!!!


Peace&Love

domenica 16 settembre 2007

Senso di vertigine


Col tuo amore spregiudicato

confondi la mia identità,

stravolgi le mie logiche

circuendone gli schemi.


Tu sei la pioggia mattutina,

il fulmine a ciel sereno,

vento in una stanza chiusa,

Senso nell'Insensatezza.


Quando guardo te

io non so più chi sono...

giovedì 13 settembre 2007

Strali d'amore


"Una felicità piena, obliosa, libera, sempre novella, tenne ambedue, dopo d'allora. La passione li avvolse, e li fece incuranti di tutto ciò che per ambedue non fosse un godimento immediato. Ambedue, mirabilmente formati nello spirito e nel corpo all'esercizio di tutti i più alti e rari diletti, ricercavano senza tregua il Sommo, l'Insuperabile, l'Inarrivabile; e giungevano così oltre, che talvolta una oscura inquietudine li prendeva pur nel colmo dell'oblio, quasi una voce d'ammonimento salisse dal fonde dell'esser loro ad avvertirli d'un ignoto castigo, d'un termine prossimo. Dalla stanchezza medesima il desiderio risorgeva più sottile, più temerario, più imprudente; come più s'inebriavano, la chimera del loro cuore ingigantiva, s'agitava, generava nuovi sogni; parevano non trovar riposo che nello sforzo, come la fiamma non trova la vita che nella combustione. Talvolta, una fonte di piacere inopinata aprivasi dentro di loro, come balza d'un tratto una polla viva sotto le calcagna d'u uomo che vada alla ventura per l'intrico d'un bosco; ed essi vi bevevano senza misura, finchè non l'avevano esausta. Talvolta, l'anima, sotto l'influsso dei desideri, per un singolare fenomeno di allucinazione, produceva l'imagine ingannevole di un'esistenza più larga, più libera, più forte, "oltrepiacente"; ed essi vi s'immergevano, vi godevano, vi respiravano come in una loro atmosfera natale. Le finezze e le delicatezze del sentimento e dell'imaginazione succedevano agli eccessi della sensualità. Ambedue non avevano nessun ritegno alle mutue prodigalità della carne e dello spirito. Provavano una gioia indicibile a lacerare tutti i Veli, a palesare tutti i segreti, a violare tutti i misteri, a possedersi fin nel profondo, a penetrarsi, a mescolarsi, a comporre un essere solo.

-Che strano amore!- diceva Lei, ricordando i primissimi giorni, il suo male, la rapida dedizione. -Mi sarei data a te la sera stessa ch'io ti vidi.- Ella ne provava una specie d'orgoglio."

martedì 11 settembre 2007

१.३.२७ उपानिशद

"असते मा सद्गमय




तमसो मा जयोतिर्गामय




मृत्योर्मा मृतं गमय"

lunedì 10 settembre 2007

Fotogrammi scomposti di un'estate morente


...Pescepalla in aria. Cappello di paglia su vaso. Lavanda e lapidi. Pioggia su sentiero. Croissant di burro e tè alla menta. Latte di cocco tra i binari. Lettere al vino su tovagliolo. Lucciole in locus amoenus. Nebbia scozzese nel rossore della sera. Foto d'altri tempi non perchè in bianco e nero. Paesello risorto tra pietre e rampicanti. Di incenso e sigaretta il fumo. Funghi estivi e inarrivabili lamponi. Vecchia stanza, pavimento in legno. Bicchieri sporchi, il piatto piange. Amici miei, non più amici. Cento giorni con l'angoscia nel cuore. Giochi di schiuma in acque lascive. Bucolici abbracci in serate zanzarine. Freddo Oceano in terra avventuriera. Caletta marina custode di sensazioni freddo-calde. Confessioni d'una mente triste in un pomeriggio stanco. Pesci grigliati, vicoletti in salita. Torrenti di montagna tra massi invitanti. Molli giornate casalinghe, vecchie biciclette tra i campi, cigolii all'imbrunire. Merende floreali, genuina ilarità. Una pietruzza rubata al mare, sferette di metallo, fermaglio per capelli in legno. Battesimo dei diecimila metri. Vecchi motori al galoppo. Popcorn in serate disneyane. Giocosità feline, barbecue improvvisato. Canzoni anni '40 nel salottino in disordine...


Ed ecco,in un attimo, tutto è ormai Passato.

Potrà essere ancora?

L'ignoto inquieta non poco...


Per il resto, una semplice parola può bastare: addio,addio,addio.

sabato 8 settembre 2007

Umanamente. Arte.




Tutto, nell'insieme, era perfetto.


Come la luce porporina che ammantava libri vecchi e odorosi di polvere, cimeli e frammenti di ricordi sparsi.


Perfetto.


Come l'atmosfera calda e ovattata,con un qualcosa di sordido e blasfemo.


Perfetto.


Come il profilo della spalla nella sua fusione col collo.


Perfetto.


Come i giochi d'amore di luce e ombra negl'incavi della pelle, sull'architettura ossea, tra le dita tese.


Perfetto.

Come il colore del sangue, in un sacro rito dalla tinte sacrileghe.


Perfetto.


Come una mano sfiorante la nuca, bagnata di rosso.


Perfetto.


Come un quadro dipinto per metà, per precisa visione di unica dualità.


Perfetto.


Come un'opera d'arte d'inestimabile bellezza, d'una perfezione di canoviano ricordo.


Perfetto.


Come un commovente spartito suonato al pianoforte.


Perfetto.


Come poco altro al mondo può essere.


Perfetto.

Come un attimo, come sempre.


Perfetto.


Infinitamente perfetto.