...What I cannot say...

lunedì 30 settembre 2013

Pioggia di settembre


Piove.
Resto immobile e muta.
Sotto di me, il fango.
Lascio che la pioggia mi bagni senza opporre resistenza, senza ombrelli, senza orpelli. 
Mi penetra nei vestiti, fra i capelli, tra le pieghe delle pelle.
Vorrei fossi Tu a piovere oggi, a scivolarmi addosso.
Vorrei fossi Tu l'Infinito che piove su di me tutte le sue tristezze, che piange ogni sua paura, che grida la sua rabbia.
Vorrei poterti accogliere con le braccia sollevate, coccolare ogni tua goccia, bere ogni tua lacrima. E leccare le stille più amare di te, fino in fondo.
Vorrei berTi l'anima.
E l'amerei.
L'amerei...

martedì 10 settembre 2013

Silence, please.


I tuoi occhi cantano una musica triste.
Io ascolto immobile. In silenzio.

lunedì 9 settembre 2013

Il tempo necessario


E poi, di punto in bianco, ti accorgi di essere diversa. 
Sei cresciuta. Sei migliorata, e sei più bella.
Più bella d'aspetto, più bella d'animo. E tutto questo semplicemente perchè hai imparato ad amarti. 
Ad amare tutto di Te, anche le zone d'ombra e quelle torture autoimposte che furono tue. 
Ad anteporre Te-Stessa al Resto-del-Mondo. Non per egoismo, nè narcisismo.
Ma per naturale, istintivo, benefico spirito di autoconservazione. Sopravvivenza.
Ti rendi conto che amandosi tutto quanto il resto è più bello, e fa meno paura.
Ti rendi conto di essere Libera.
...di poter stare sola. Perchè non temi più la solitudine, anzi spesso addirittura la ricerchi.
...di amare gli altri. Perchè sei consapevole che, anche quando verrai ferita,  rimarrai sempre Tu. Alla fine di tutto.
...di pensare. Senza vincoli, o condizionamenti, o influenze.
...di non temere il passato, tuo e degli altri. Perchè hai -finalmente!!!- capito a cosa serve, questo stramaledettissimo passato. 
Sarà banale, ma quanti anni ho impiegato per arrivare ad oggi, a questo preciso istante?
Quanto tempo ho speso per diventare Me?

Il tempo necessario.

lunedì 15 luglio 2013

"E' meglio aggiungere Vita ai giorni
che giorni alla vita".
R.L.M.


martedì 5 febbraio 2013

Quando una canzone di Bieber sembra un capolavoro...

E lì, nell'abitacolo tiepido, mentre fuori la bufera di neve schiaffeggia lesta i finestrini e le curve della montagna, dentro di me - subito sotto pelle - una gioia calma e morbida mi ha riempita. E non ricordo da quanto tempo non godevo di una così semplice e sana euforia.

Ancora non potevo sapere che quella sera, avvolti dall'odore dolceacre di chiodi di garofano e fumo, ci saremmo raccontati fino a tarda notte, bevendo vino.
Ancora non potevo immaginare i nostri Abbracci innumerevoli e insaziabili. Di quelli che tolgono il fiato, la forza e il sonno.
Ancora non potevo prevedere quell'intera notte trascorsa ad osservare il buio e ad ascoltarne il respiro. Sorridendo, fino all'alba.
Non potevo sapere che quella gioia calma e morbida si sarebbe tramutata - anche solo per una notte - in Felicità cieca.

E lì, nell'abitacolo tiepido, perfino una canzone di J. Bieber mi appare meravigliosa...  

"Tu sei come un'equazione matematica.
Io son come una poesia esistenziale.
Insieme non c'entriamo un emerito cazzo."
"E forse è per questo che stiamo così bene."

sabato 26 gennaio 2013

In attesa

Una donna è seduta a guardare. La strada fradicia lì fuori, il buio, se stessa.
Si vede riflessa nei vetri che andrebbero puliti.
Ha occhi malinconici e grigi come un lago di montagna durante un giorno di pioggia. 
E una scintilla ingorda di vita che arde sul fondo. Quella anche, la vede. Non può non vedersela, non sentirsela dentro.

E' un cavallo al galoppo su un sentiero in un bosco.
E' l'onda che imperturbabile e instancabile si infrange sullo scoglio.
E' l'aria gelida nelle mattine di gennaio.
E' un falco che volteggia affamato.
E' la quiete ambigua di una montagna.

Non può non saperlo.

Particolare, la gente definisce questa donna.
Decisamente atipica, di certo poco convenzionale. Non di moda, quello mai.
A volte dall'animo ingombrante, non meno spiazzante.

Di certo intimorisce.
L'Uomo ha paura della profondità. Non tutti ci sanno nuotare dentro.

La donna sa, come sa della scintilla famelica negli occhi, che il suo essere Altro sarà il maggior pregio e la  croce più dolorosa. 
Che molte altre volte ancora tenterà di ripudiarlo con furia eppure inorgogliendosene.
Che sempre combatterà battaglie feroci nei caotici meandri del Sè, lasciandone trapelare in superficie solo quel tanto che basta per spaventare gli inesperti nuotatori.

Arriverà, un giorno, un marinaio senza timore delle onde.
Con gesti lenti, decisi ed esperti si calerà in quelle acque agitate, sguazzandoci calmo.
E allora, forse solo allora, la bonaccia placherà per qualche tempo quel mare impetuoso.

La donna è ancora seduta. 
Lo aspetta.

giovedì 24 gennaio 2013

ChimericaMente

Un uomo che mi dica
"Dormi tranquilla. Ci sono io a proteggerti".

Desiderio inconfessabile
Chimera irraggiungibile?

giovedì 27 dicembre 2012

"La regola dell'altrove"

Svegliarsi al mattino e iniziare a Cercare. 
Senza sapere cosa cercare, nè dove.
Tensione costante, snervante, quotidiana. 
Tensione di muscoli e di mente e di spirito.
E sentirsi come una bomba pronta ad esplodere,
come una fiera in una gabbia troppo piccola,
come una rondine senz'ali.

Il mio posto non è qui.
Legami troppo fragili mi trattengono,
radici troppo poco profonde mi bloccano.
E non sentirsi mai a casa propria,
avere una sensazione di spaesamento costante.

Il mio posto non è qui.
Da troppo tempo -da sempre, mi pare- lo sento.
Un richiamo che vien da un indefinibile Laggiù.
Una forza di gravità ingovernabile mi attira.

Non so dove. Nè perchè.
Ma io non mi fermo. Non aspetto.
Io parto e ricomincio a cercare...

venerdì 8 gennaio 2010

Febbricitante




Come si può spiegare l'amore a chi non l'ha mai conosciuto?
Come si fa a descrivere il freddo a chi non l'ha mai sentito?



La mia è una malattia che può comprendere solo chi ne è affetto quanto me.



Mi manca l'aria in sua assenza.



Non passa giorno ch'io non lo pensi, lo sogni, lo respiri.



Mi sento costantemente un'estranea alla mia quotidianità.



Devo. Devo rivederlo.





Oriente oriente oriente!



sabato 9 maggio 2009

Pruriti


"Sono fuori dal tunnel-lelle-le del divertimento



Quando esco di casa e mi annoio sono molto contento.



Quando esco di casa e mi annoio sono molto più contento..."






Non c'è niente da fare.



Ogni volta che faccio un tuffo nella più o meno giovane Mondanità mi salta alla gola quel solito senso di Nausea Sociale, o Allergia al Divertimento Coatto, che dir si voglia. I sintomi sono gli stessi di un fastidioso raffreddore misto a prurito da puntura di insetto tropicale: insofferenza, noia, disagio che sfocia quasi nella sofferenza fisica.



E mi sento come un pesce fuor d'acqua, o come una nave in un bosco. Fate voi.



Conosco il motivo della mia presenza in uno di questi Luoghi del Divertimento solo per i primi cinque minuti. Poi vedo:



-mutande D&G fuori dai jeans di una spanna buona



-tacchi e minigonne da meretrice veterana



-brillantino all'orecchio (negli uomini)



-trucco pesantissimo su visini di graziose 14enni o poco più



-portatori sani di materia grigia mono-neuronica






Ecco. Terminato l'elenco mi rendo conto che non ce la posso fare.



A Divertirmi, dico.



E parlo di quel divertimento imposto. Dal business, dalla moda, dal mercato, largamente finanziato dalle faccine imbecilli che mi fluttuano davanti come palloncini trasportati dal vento.



Perché io sono fatta male e non mi diverto così. Anche se sono giovane, rampante e piena di vita.



E forse proprio perché sono giovane, rampante e piena di vita non ho bisogno di distrazioni preconfezionate, nè di passatempi rumorosamente inutili.



Non appartengo a Quel mondo, nemmeno per cinque minuti.



Io ho bisogno di Autenticità.






...Una coperta in un prato,



Buona compagnia e buon cibo,



Gatticanipolli tutti insieme, allegramente,



Un bel libro, un film visto e rivisto



Un posto, un luogo, un angolo mai esplorato,



Mangiare porcherie alle 3 di notte...






Questo mi diverte, Questo mi fa sentir viva.



Però, certo, non fa business...









"Gli incontri, gli scontri, lo scambio di opinioni, persone che son fatte di nomi e di cognomi, venghino signori, che qui c'è il vino buono, le pagine del libro e le melodie del suono, si vive di ricordi, signori, e di giochi, di abbracci sinceri, di baci e di fuochi, di tutti i momenti, tristi e divertenti, e non di momenti tristemente divertenti"