...What I cannot say...

mercoledì 18 luglio 2007

La toreada


Sulle note struggenti d'un violino tristissimo, entra il toro nell'arena. E' puro nervosismo in atto, violenta morte in potenza. Si guarda intorno.

Il torero, anche lui è nell'arena.

Si scrutano, si osservano, si studiano.

Poi, l’artistica carneficina di corpi e anime ha inizio.

Il torero sventola con un ghigno il drappo rosso.

I picadores scagliano le loro lance adorne di piume. Rosse.

Il toro affonda le sue corna una volta. Manca il bersaglio. Affonda di nuovo, e di nuovo manca. E dal suo dorso comincia a grondare copioso il sangue. Rosso.

Il violino continua piangere note dolenti, la corrida prosegue a singhiozzi.

E poi ancora sangue

e carne

e grida,

e grida,

e applausi.

E carne.

Il torero si fa beffe dell’animale inferocito ed esausto. Con le sue ultime forze tenta ancora un affondo, ma una picca gli precede il movimento e gli occhi si annebbiano.


Mi avvicino nella penombra al tuo corpo stanco e, ancora bagnata d’acqua saponosa, mi abbasso a baciarti la fronte. L’asciugamano ti sfiora una spalla.


Il violino ha terminato il suo lamento.

Il toro è morto.

Nessun commento: